Della serie “Toglietemi tutto, ma non il mio quotidiano”. Si, perché sembra che i tedeschi coi giornali abbiano un rapporto alquanto morboso. Basti pensare che, statistiche alla mano, nella sola Monaco ci sono più di 100.000 abbonati ai vari quotidiani che escono. Senza contare poi quelli che vengono comprati per strada, in metro, nelle edicole. La Germania detiene un record per uno di carta per giornali. E centro mila quotidiani da distribuire equivale ad una parola: lavoro. Se in Italia l’abbonato alla rivista o al quotidiano gli viene consegnato dal postino in un momento non definito della giornata, qua, vista la mole dei giornali, darli da consegnare ai postini sarebbe alquanto difficoltoso. Passerebbero metà mattinata solo a distribuire giornali. E il tedesco doc il giornale vuole leggerlo la mattina presto, appena alzato ancora con la vestaglia mentre si bevono quell’intruglio di acqua sporca che loro chiamano Kaffee. Oppure lo vogliono leggere appena usciti di casa mentre si recano al lavoro in metropolitana o ancora chi lo vuole sulla scrivania dell’ufficio pronto per essere letto prima di cominciare la giornata lavorativa. Ed ecco che per queste ragioni entra in gioco la figura professionale che mi ha tenuto occupato dalla fine di maggio ad ora. Il Zeitungszusteller. Quest’uomo, o donna, ha la sveglia che suona alle 2:30 del mattino, o meglio, della notte. Alle 3 si trova al deposito dei giornali dove una pigna di Suddeutsche Zeitung, Abendzeitung, TZ, Welt, ecc ecc lo aspetta per essere caricata in macchina o sulla bicicletta, il mezzo è a piacere del lavoratore. 150, 200, 300, 400 giornali da consegnare di norma, salvo imprevisti entro le ore 6 del mattino. Dite sia facile? Vediamo…
Ogni Zusteller ha un tot di zone da fare, porta con se il suo fedelissimo libretto, dove sono segnate tutte le strade coi relativi numeri civici, il nome del cliente e il giornale da consegnare. Da consegnare ok, ma dove?? Ogni cliente ha la facoltà di scegliere se farselo consegnare nella cassetta della posta (se così come? a vista? completamente dentro la cassetta? piegato? non piegato?), nel tubo dei giornali American style, davanti la porta di casa, davanti la porta dell’appartamento, dentro una scatola, sopra una sedia, dentro una borsa, infilato tra la porta e la maniglia ecc. ecc. Si capisce da subito che la cosa non è così meccanica. Se fossero da consegnare tutti dentro la cassetta della posta si potrebbero consegnare anche 2000 giornali in 3 ore di lavoro. Ma non funziona così. Ecco che, ovviamente, le persone che vogliono il giornale davanti la porta dell’appartamento il più delle volte abitano in caseggiati di 10 piani, e, ovviamente abita all’ultimo piano, e spesso le case non hanno l’ascensore, quindi bisogna farsi anche 4 o 5 piani di scale con i propri piedi. Poi c’è il fattore meteorologico che incide molto sull’umore del Zusteller. Pioggia e vento non sono di grande aiuto quando si portano con se chilate di carta riciclata che deve essere letta e sfogliata. E ovviamente non puoi andare in giro con l’ombrello, sennò come fai a portarti a dietro i tuoi 15 o 20 giornali per consegnarli in tutta la via?
Ma torniamo alla morbosità dei tedeschi. Quando si arriva al deposito per caricare i giornali, bisogna verificare se ci sono nuovi giornali da consegnare o se qualcuno ha disdetto o interrotto l’abbonamento, correggendo di conseguenza il famoso libretto. Bisogna anche rispondere alle reclamazioni. Aaaahhh le reclamazioni… il metodo di comunicazione tra cliente – Zusteller. Le reclamazioni servono per segnalare che qualcosa non è andato per il verso giusto, per esempio il giorno 98 luglio del 4229 non è stato consegnato il giornale al seguente indirizzo. Svista? Dimenticanza? Consegnato troppo tardi? Molte volte le reclamazioni sono tra le più assurde. Del tipo (esempi volutamente esagerati, ma neanche di troppo) “Il giornale ieri era bagnato. Non si potrebbe asciugare la pioggia?” oppure “Il giornale era piegato nel modo sbagliato” o ancora “Il giornale era piegato. Non voglio il giornale piegato!” E poi ci sono le migliori di tutti. Quelle delle mancate consegne che poi in realtà non sono mancate consegne ma ritardi. Perché mai si tarda a consegnare un quotidiano?? Magari perché il camion che li porta al posto di arrivare alle 3 arriva con ben un ora di ritardo? Magari perché ci sono 2, 3, 4, 50 colleghi in malattia o in ferie e al posto dei tuoi 200 giornali da consegnare te ne danno 400? Magari perché ti danno delle nuove strade da fare e non hai pratica con la zona? Tutte cose successe e, ogni volta che si verificavano iniziavano i problemi. Il tedesco medio tollera non più di un ora di ritardo, quindi dalle 7 in poi inizi a vedere i vecchietti dietro la tenda della cucina che spiano fuori per vedere se c’è il movimento di un omino con dei giornali in mano, vedi la gente che non appena vede il Zusteller si precipita fuori ad accoglierlo con un “Morgen!” che in realtà vuol dire “Sei un tantino in ritardo, non credi? Come ti permetti di consegnare un giornale alle 7 e 5 minuti della mattina?” o il peggiore di tutti, quando il tizio ti viene incontro e inizia a blaterare “Warum so spät??!” E se non incontri nessuno durante la consegna, state pur certi che vi ritroverete un bel po di segnalazioni a cui rispondere la nottata dopo. La peggior cosa capitatami è stata qualche settimana fa, avendo il doppio dei giornali da consegnare a qualcuno dovevo pur consegnarlo in ritardo. Ho scelto la persona sbagliata. Camminando per la strada sentii un blaterare non molto comprensibile. Leggendo tra le righe ho captato la parola “Zeitung” e così attirò la mia attenzione. Si avvicinò una signora sulla 40ina, in bicicletta, e li parti lo show. “Com’è possibile consegnare il giornale a quest’ora?? (erano le 7 e 25, ahime si, ero in ritardo ma non era neanche mezzogiorno)”. Inizio a giustificarmi scusandomi del disservizio in modo molto educato dando sempre del lei. “Mi scusi ma un collega è malato e ho tante strade da fare, ci sarà questa situazione ancora per pochi giorni”. “Non mi interessa, io il giornale lo pago e lo voglio in orario sempre! Adesso io questo giornale prima di sera non lo posso leggere!” ha attaccato lei con modo scorbutico. “Cosa??” Pensai io. Ma che cacchio vuoi? Poverina lei che per 2 giorni della sua vita si dovrà leggere il quotidiano dopo le 6 di sera. Io non sapendo più cosa dire replicai con un “Mi dispiace davvero molto, ma non posso andare più veloce di così.” Al ché, ancora più seccata, la scassa maroni iniziò a dire cose che non comprendevo, mise il piede sul pedale della bici, rantolando ingranò la corsa, ebbe un sussulto, si appoggiò ad una macchina parcheggiata e in modo goffo, e sempre parlandomi a dietro, riprese la marcia con il suo giornale rovinato da un giornalaio maldestro e incapace. E per finire mi lasciò un messaggio attaccato alla cassetta della posta. (Vedi foto in fondo). Ma diciamolo, ci sono anche dei lati positivi, ci sono persone che non si svegliano con la luna storta e anzi, sono molto gentili, come quelli che vedendomi arrivare in ritardo chiedono educatamente cosa sia accaduto e, raccontando i fatti replicano con un “Nessun problema, non preoccuparti!”. Ci sono anche quelle brave persone che ti ringraziano facendoti trovare una busta sul tappeto davanti casa, ringraziandoti per consegnare il giornale al 3° o 4° piano con un bel 5 o 10 euro o a volte con una barretta di cioccolato.
Insomma… ‘sti tedeschi sono riusciti a complicare anche un lavoro semplice semplice come la consegna di un quotidiano.

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