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Ci siamo. Sabato scorso ho messo piede in quello che potrebbe essere il raggiungimento del mio Nirvana. Ora posso dirlo. Sono a Monaco. E non per la visita di cortesia che mi concedo molto spesso da un paio di anni a questa parte. Questa è un visita di “vita”. Anzi, va bene pure senza virgolette. Sono qui da pochi giorni, devo ancora riuscire a regolare il mio orologio biologico e settarlo in modalità “più a nord dell’Italia”. Ma come inizio non posso desiderare altro. Partendo dalla stanza da dove sto scrivendo questo. Non poteva andarmi meglio di così. La “suocera” santa e sua nipote hanno fatto tantissimo per me. E non posso che ringraziare! Nonostante non sia propriamente in centro, in meno di mezzora ci arrivo tranquillamente ad ammirare il grande orologio del rathaus. E’ la prima volta che sto in un appartamento. Ero abituato alla mia casetta mansardata con giardino annesso alla periferia della città. Ma il giardino ce l’ho lo stesso. Un parchetto davanti al palazzo, come è tradizione qua, separa lo stabile dal parcheggio e dalla strada. E come se non bastasse percorrendo meno di 100 metri a piedi mi ritrovo in una grande piazza completamente pedonale dove si affacciano i servizi di prima necessità. Market, panificio, edicola, biergarten, ristorante, insomma, una grande oasi. E percorrendo poco più di un chilometro mi ritrovo in uno dei più grandi parchi della città: Ostpark. Sublime. Pare che qua, negli uffici comunali, quando bisognava scegliere come riempire una zona vuota della città dicano “Mah… secondo me c’è poco verde… costruiamo un parco!”. Ma non sono qui di certo a girare solo in lungo e in largo, ho un obiettivo ben più grande… imparare il tedesco. Sabato sono arrivato e lunedì ho iniziato il corso. Non voglio perdere tempo. E così questo mi riporta a dover alzarmi ogni mattina, prepararmi, prendere i mezzi, arrivare alla scuola e poi tornare a casa e riguardare gli argomenti della lezione mattutina. Ed è un trauma. Mmmm… scusate… ho detto trauma?? Sono ancora settato nella modalità “Italia”, per essere preciso “Milano”. Esco di casa nell’ora di punta del mattino, tra le 7 e 30 e le 8 per intenderci. Tutti devono andare al lavoro, scuola, ecc ecc. quindi il delirio è assicurato, direte voi. Ma non qui. Quello che i miei occhi vedono (dopo aver visto per anni quello che succedeva a Milano) è un sacco di gente che, chi più tranquillo chi un po’ meno segue la sua strada beatamente. Se fossi a Milano le parole giuste sarebbero “chi più di fretta, chi un po’ meno spintona le altre persone per arrivare nel posto dove deve arrivare, visto che si è svegliato tardi e i mezzi hanno fatto ritardo, se non magari sciopero”. Chiaramente c’è tanto movimento, le metro sono piene, non appena ne arriva una c’è la corsa per arrivare alla porta per primo, lasciando comunque lo spazio per far scendere la gente, ma il tutto avviene con un aria moooolto tranquilla. E per chi dice il contrario gli regalo un mesi di abbonamento con l’atm e vediamo se poi continua a sostenere la sua tesi. Questo è solo un assaggio di quello che mi aspetterà, ma devo dirlo, ancora una volta Monaco non ha smentito le mie aspettative. Il mio espatrio a tempo determinato è cominciato. Riuscirò a farlo diventare a tempo indeterminato?

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