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“Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi.” Così disse Jim Morrison.

E in questo post voglio descrivere le sensazioni che un posto banale, dove la sua primaria funzione è far spostare le persone all’interno di una città, una struttura dove passa un mezzo pubblico diventa un oasi di pace se vissuta in un certo modo. La stazione della metro di Monaco. In particolare voglio parlare della mia stazione preferita, se così possiamo definirla, quella che da l’inizio e la fine a ogni mia visita del capoluogo bavarese perché situata a 2 passi dall’ostello dove di solito “pernotto” per usare un termine militare. La stazione che appena giunti a destinazione dopo il viaggio non vedo l’ora di varcare per iniziare l’esplorazione del centro e quella che a mio malgrado percorro in stile uomo morto che cammina nel miglio verde l’ultima sera, prima di passare l’ultima notte nella città splendente: Goetheplatz. Piazza situata a 2 fermate di metro dal centro città in zona sud – ovest e a 2 passi dal theresienwiese. Difatti dalla strada dell’ostello in lontananza in linea d’aria si può vedere la statua della Bavaria che fa da padrona sullo sfondo. La suddetta fermata della metro ospita le linee U3 e U6 della U-bahn. Ora da che mondo è mondo si sa che posti del genere come stazioni treni, metro non sono mai il massimo dell’accoglienza. Abituato alla metro di Milano dove se tocchi un mezzo tornello devi andare a fare la visita per aver contratto la malaria e ai vari furti che vengono commessi un minimo di occhio vigile su dove si mettono i piedi e una mano sul portafogli ce la tengo sempre. Per non parlare del frastuono che c’è in quei buchi di fogna che chiamano stazioni. Gente affollata in banchine troppo strette, che urla al cellulare, che sbraita col compagno universitario, lo schermo degli annunci pubblicitari con l’audio a 120 decibel, e poi quel suono, stridente, sui 5 khz, che ti penetra il timpano e ti rende sordo per svariati secondi, da far venire il fastidio ai denti come una forchetta strofinata con forza su un piatto. Si, è arrivato il metro. E risparmio il descrivere i rumori che fanno le ruote sui binari mentre il treno viaggia. Parlare con quello seduto vicino? Impossibile. Ascoltare musica? Impossibile. Starsene nei propri pensieri in pace? Impossibile. Prendere la metro a Milano è come stare a un concerto heavy metal. Alle 8 del mattino NON VUOI ascoltarti un concerto metal dal vivo. NO. Capisco ora perché i milanesi sono sempre in giro per la città incazzati neri gia dall’alba.

Bene quando siete in metro a Monaco dimenticatevi tutto questo. Tralasciando i punti nevralgici della città con le loro relative affollate fermate quella di Goetheplatz è il trionfo della pace a 2 passi dal centro. Paragonabile per vicinanza al centro a Porta Venezia o Cordusio in relazione a Piazza Duomo a Milano. Le colonne piastrellate verde acqua ti danno l’idea di esser sott’acqua e nuotare senza meta, relax totale. Immaginiamo una giornata, l’inizio di una giornata, nei paraggi di Goetheplatz. Sei nel tuo letto beato, suona la sveglia. Dentro di te brontoli. Ci vuole un attimo per capire che devi interrompere il sogno che stai facendo e affacciarti alla realtà. C’è una micro frazione di secondo nella quale non sai neanche chi sei e quello che stai facendo. Poi la luce entra nelle pupille, capisci che è giorno, per un attimo ti chiedi dove sei. E una volta capito il tuo volto cambia espressione, da imbronciata per esser stato disturbato dalla sveglia a serena, diamine sei a Monaco! Ti metti in posizione orizzontale, apri la finestra e ti prendi una bella boccata d’aria, frizzante e fresca come solo la baviera ti sa dare. Colazione e via vestiti per scendere in strada, destinazione metro. Ora, ipotizziamo di essere svegli da circa 30 – 40 minuti. Non tutte le funzioni del tuo corpo sono al 100%, sei ancora in quella fase dove vuoi attivarti però con calma, non c’è fretta, riattiviamoci con calma, senza bruschi cambiamenti di stato, rumori assordanti, godiamoci ancora il relax come a essere sotto le coperte. A questo punto sei già dentro la stazione di Goetheplatz, e stai scendendo le scale mobili lasciandoti trasportare dolcemente e lustrandoti le scarpe tenendole attaccate alle setole che ci sono nella parte bassa delle scale mobili. Arrivati alla banchina alcune cose colpiscono l’ attenzione alle persone abituate alle metro gestite da atm: sono arrivato alla banchina senza che nessun venditore ambulante di cianfrusaglie, giornali, volantini ecc ecc bloccasse il mio cammino, permettendomi di continuare il sogno interrotto dalla sveglia. Seconda cosa sono arrivato alla banchina del treno senza passare tornelli vari, qui entrata e uscita sono senza sbarre, libere. Terza cosa sei in stazione da più di un minuto e hai ancora tutti i 5 sensi, specialmente l’udito ancora funzionanti. E qui arriva il bello. A far danzare i tuoi timpani ci pensano le note di sinfonie di musica classica che echeggiano in sottofondo rispettando il risveglio di ognuno dei passeggeri presenti in stazione, e con quelle note ti fai trasportare in mondi paralleli creati dalla tua mente, armoniosi, rilassanti, paradisiaci. Per alcuni momenti ti viene da chiudere gli occhi e sperare che il treno non arrivi mai a interrompere questo shangri-la creato dalla tua mente. Nessuno fiata, soltanto qualche battuta scambiata da qualcuno sottovoce avvicinandosi l’un l’altro per non rompere questa magia. Quando riapri gli occhi ti rendi conto di essere già nel tuo posto ideale, e nel frattempo, senza che te ne accorgi è arrivato il treno, nel silenzio più totale. Sali e anche sul treno la magia non finisce. E’ solo dalle prime parole che dici a voce alta che ti rendi conto che parlare con un tono di voce normale in un metrò poco affollato di Monaco equivale a urlare con un megafono. Il silenzio è d’obbligo. E da queste esperienze ci si rende conto di quanto anche il silenzio ha la sua musicalità, il suo equilibrio, il suo perché. E non c’è bisogno di andare in una stanza completamente insonorizzata e fonoassorbente per provare questa sensazione, basta prendere il metro a Goetheplatz.

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