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Di solito per raccontare una storia c’è bisogno di un inizio, uno sviluppo e un finale. Fino a pochi giorni fa della storia che voglio raccontarvi oggi avevo solo un inizio ed ero in attesa di uno sviluppo e quindi di un finale per poterla raccontare. Ora che ho tutto il materiale ecco la storia.

Partendo dal presupposto che avete letto il mio primo post riguardante il mio “contratto” nel quale dicevo che se ci fosse l’occasione di andare a vivere a Monaco di Baviera non me la farei scappare è anche sottointeso che per andarci a vivere mi dovrei trovare un lavoro in questa città. E le occasioni di lavoro difficilmente piovono dal cielo, bisogna andarsele a cercare. Ed è quello che un po’ per scherzo un po’ per mettermi in gioco ho provato a fare, così per caso, in una nottata di fine febbraio. Dopo essere rientrato da una serata di routine bevendo buona birra e parlando con gli amici (di argomenti a caso fra cui cerco sempre di tirare fuori la mia amata Baviera) mi metto nella mia postazione pc della mia camera come sempre a spulciare su internet notizie riguardanti Monaco e dintorni per scoprire curiosità e fatti di cronaca (eh si, leggo le notizie della Baviera e non di quelle della mia provincia, oddio, le leggo anche quelle ma non è che mi importano più di tanto) e fra una notizia e l’altra, fra un immagine del barmsee e la webcam di Ludwig Beck in Marienplatz mi sono detto. “Se prima o poi voglio trasferirmi devo fare sul serio, quindi, perchè non provarci gia da adesso visto che di solito di notte non sono nelle mie piene capacità cognitive? Magari prendendo la cosa così come viene mi decido a fare un passo importante della mia vita senza farmi troppi giri di testa e pensare a tutte le conseguenze del caso…” Indi per cui ho iniziato a cercare siti web a casaccio che offrissero lavori in Germania, più di preciso a Monaco. Ora, io sono qualificato in un lavoro sfigato, faccio “un appuntino”: sono (sarei) tecnico del suono, fonico, audio engineer, chiamatelo come volete comunque ho a che fare con l’audio. E’ un lavoro che per trovare occupazione fissa (almeno qua in Italia) devi avere degli agganci, non è nemmeno quel tipo di lavoro che ad avere solo gli agganci ti va bene, perchè se poi entri in una realtà lavorativa dove non ti sai districare fanno in fretta a darti un calcio nel culo e rispedirti a casa anche se sei un raccomandato. Però è veramente dura riuscire ad entrare nel giro giusto senza essere solo fruttato per un periodo di tempo infinito, sebbene ci sai fare (non per vanità ma penso di saper far bene il mio lavoro, non perchè lo dico io ma perchè ho ricevuto la conferma del mio buon operatato da persone che se dovevano dirmi fai cagare me l’avrebbero detto chiaro e tondo). Dopo tutto questo giro voglio dire che trovare il classico annucio A.A.A. cercasi commesso/a bella presenza per negozio riguardante però un tecnico del suono è molto raro trovarlo. Primo perchè le aziende che hanno bisogno di queste persone sono i vari studi di registrazione, radio, service live, televisioni che bene o male hanno il loro giro per andare a reperire la gente che gli serve. Secondo raramente si affidano al primo sconosciuto che gli manda il suo C.V. Ma nonostante queste premesse poco felici non mi sono dato per vinto e cercando fra i vari siti mettendo varie parole chiave mi è apparso un annucio che poteva interessarmi. Era un inserzione su un sito tipo Adecco di una tv satellitare tedesca con sede a nord di Monaco di Baviera che cercava tecnici di post produzione audio. Leggendo e cercando di tradurre alla bene e meglio l’annuncio in tedesco (so spiaccicare 2 parole soltanto ma in cuor mio so che prima o poi lo dovrò imparare anche se ho una certa avversione alle lingue straniere) ho capito che quella sarebbe stata un ottima occasione per mettermi in gioco. Tanto provare non costa nulla, soltanto un po di tempo per preparare i vari documenti da allegare al C.V. e niente di più. Alla fine nel mio lavoro si predilige l’inglese e sebbene anche in inglese non sono granchè però in termini tecnici me la cavo bene, dopo tutto l’audio si basa tutto su termini inglesi. Nella peggiore dei casi sarebbe stato uno dei tanti curriculum spediti senza successo, e nel migliore dei casi…. al pensiero non riesco neanche a finire la frase… nel migliore dei casi… avrei iniziato a lavorare a Monaco di Baviera. Brividi. La mia mente è una di quelle che se gli dai un minimo di spazio lei inizia a galoppare come un cavallo nella brughiera. Subito ho iniziato a pensare a dove avrei potuto trovare casa (cosa che leggendo nei vari blog è un avventura ardua) a pensare al trasporto dall’ipotetica casa al lavoro con i mezzi, mi chiedevo se avrei potuto raggiungere il posto di lavoro in bicicletta attraverso le piste ciclabili anche se era un po fuori Monaco (che domande… ovvio che si, è Monaco, mica Milano! Stupido io a farmi certe domande!) insomma, avevo gia una fetta del cervello che era gia stata assunta ed era gia a Monaco, anche se effettivamente al di la di questo una parte del mio cervello e soprattutto del mio cuore è gia li da 17 anni ad aspettare che il resto del corpo li raggiunga. Per cui il tempo di preparare le varie carte necessarie in inglese, scannerizzare i vari diplomi del corso di tecnico del suono e raccolto le varie lettere di referenza dei posti di lavoro passati e mi sono precipitato sulla pagina dell’annucio per rispondere alla domanda. Fra tutte le richieste di lavoro che ho inoltrato non ho trovato niente di più preciso ed efficiente in ambito lavorativo. Il sito si presentava come un contatto diretto con l’azienda per cui dopo aver compilato il form ed allegato tutti i documenti necessari per avere una presentazione più che completa ai loro occhi. Una mail mi confermava l’avvenuto invio dei dati. Per di più sul sito dell’azienda avevo un area privata dove seguire l’evolversi della situazione. E’ scontato dire che ogni mattina appena alzato il mio primo pensiero era andare a vedere sul sito se si muoveva qualcosa. Erano i primi giorni di marzo quando ho inviato la richiesta e dopo qualche settimana era ancora tutto fermo. Iniziavo a perdere le speranze, nel giro di 6 mesi avrò inviato almeno una decina di C.V. e finora nessuno mi aveva degnato di una risposta anche solo del tipo “grazie dell’invio dei documenti, se risponde ai nostri requisiti le faremo sapere.” Niente di niente, mai cagato di striscio. Ed è per questo che anche in questa occasione mi stavo rassegnando di avere anche solo il minimo dei riconoscimenti per essermi fatto avanti, ovvero una risposta. Rimase tutto mutato fino a settimana scorsa, a metà aprile, quando una mattina alle 8:48 mi arriva una mail dall’azienda. Per farla breve ringraziava per l’invio dei documenti ma avevano ricevuto moltissime richieste per la posizione vacante e io non ero stato selezionato fra i candidati, e poi le solite frasi di rito. Con un po’ di delusione per aver creduto all’avverarsi del mio sogno gia al primo tentativo poi mi sono rallegrato. Eh si perchè per essere degnato di una risposta dopo una mia richiesta di lavoro, fra le tante aziende a cui ho mandato il CV, chissà chi mi ha degnato di una risposta? Proprio loro, quelli di Monaco. Solo loro. E questo è uno dei tanti segni che indica che qua in Italia c’è qualcosa che non va. Il primo tentativo di evasione è andato male, ma di sicuro fra non molto scatterà il piano per il secondo tentativo. E se va male al secondo ce ne sarà un terzo e via dicendo. Sono uscito da questa storia con una speranza, la speranza che comunque vadano le cose in Germania ti prendono un minimo in considerazione, dico questo al di là del solo mondo lavorativo, ci sono una marea di email che ho inviato nella mia vita per richieste di info, varie necessità anche a organi istituzionali in Italia che non mi hanno degnato di risposta, quelle che ho mandato in Germania, una risposta, anche negativa, ma mi è sempre arriva. Ora chiedo alla cara Italia: Ma se date agli utenti un indirizzo email, perchè poi non ve le cagate manco di striscio queste santissime mail???

Tirando le somme di questo primo tentativo è stata una cosa provata quasi più per gioco per che una vera necessità. Il cambiamento non è una cosa che mi spaventa più di tanto, l’allontanamento da casa, da dove ho tutte le conoscenze. E’ la sopravvivenza che mi spaventa, ovvero il fatto di dire “si sono qua, mah, alla fine vivo son vivo, ogni tanto qualche lusso me lo concedo, perchè cercare di più altrove facendo più fatica, stando da solo, contando solo delle tue forze e magari fallendo nel tentativo” questo mi spaventa. Diventare così. Stare dove sono per ripiego e non perchè lo voglio veramente. Apro una parentesi che non ho ancora avuto modo di esprimere nei 2 post precedenti ma penso che si sia capita. Questo mio desiderio di andarmene non è frutto solo della mia passione per Monaco, è anche frutto di un insoddisfazione di stare in Italia, ebbene si, adesso come adesso detto volgarmente, L’Italia mi fa altamente cagare. Per un sacco di ragioni, in Italia io ci vedo soltanto il bicchiere mezzo vuoto. Non mi da sicurezza in nessun modo. A essere ormai nell’anno dei 22 qualche domanda sul futuro bisogna iniziare a porsela, dato che alla mia età i miei genitori stavano decidendo quale casa comprare e qual’era la data del matrimonio. I tempi son cambiati, ma un minimo di pianificazione bisogna farsela. E obiettivamente adesso come adesso sia di testa che di scelte sono gia molto più bavarese che lombardo. Forse è per questo che non mi spaventa più di tanto l’idea di andarmene ma ne sono solo elettrizzato. Sebbene ci sono andato solo da turista fino ad ora sono sicurissimo che mi sentirei gia integrato in parte ai loro modi di fare e a come i bavaresi vivono la giornata. Le volte che sono a Monaco e giro per il centro sentendo i turisti italiani ciacolare e sbraitare come fossero a casa loro la prima cosa che penso è “tze… italiani…” E nei miei pensieri oltre a tutto questo mi domando “Quand’è che ci rimetterò piede a Monaco?”  Bella domanda.

Dovrebbero mettere un limite massimo di caratteri per ogni post sennò io vado avanti a scrivere e non mi fermerei più. Solo il sonno (mannaggia sono gia le 2 e 55 del mattina) mi ferma. Nel frattempo vi lascio con una domanda ai monacensi: Non è che avete bisogno di un tecnico del suono? 😉

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